Io odio Delhi!

Pubblicato: settembre 30, 2010 in Viaggi
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Bambina chiede l’elemosina al semaforo

Sono le 11.30. Del mattino credo. Sì, ho dormito poco più di cinque ore.
Esco, provo a prendere contatto con Delhi. So che mi frantumerà le sensazioni, me le sbriciolerà proprio come i martelli degli operai che ho visto questa mattina in taxi.

IO ODIO DELHI!
 Mi sforzo di non pensarci, di non paragonarla a posti che da queste parti del mondo amo e reputo migliori. Mi sono ripromesso di resistere, di non fuggire e ci provo. Ma resto della mia idea: odio questa città.

E’ il solito assalto. Suoni, rumori, occhi sgranati, odori, corpi sudati.
Le piccole viuzze di Ram Nagar – dove mi trovo adesso – non sono poi così diverse da quelle di Kathmandu. Il mercato di Pahar Ganj non è poi così diverso da Ason Chowk o da Chhatrii Chowk, e allora perché diavolo li vivo come mondi distanti e paralleli.

È come se Delhi mi rifiutasse.
Fatico a camminare sulla superficie di questa città, figuriamoci provare a penetrarne l’anima. Ho deciso di riprovarci. Magari è la volta buona, mi sono detto. Datti più tempo, Prendila con calma. E così ho fatto.
Oggi ho vagabondato, senza una meta precisa, nel tentativo di fare amicizia con la città. Due pugili che si studiano, che pensano di conoscere i punti deboli l’uno dell’altro, ma che in realtà rubano minuti al gong.
Non credo Delhi mi tema, anzi ne sono certo: Delhi non mi teme affatto!  Ma io temo lei.

Ho camminato, lentamente. Ho preso un tuk-tuk, ho parlato con la gente – cosa che per altro non si può davvero evitare. Ho lasciato che Delhi cominciasse a salire, che provasse a mostrarsi, magari non proprio l’anima, non subito, ma qualcosa di simile…
Insomma, ci ho provato.

Ho scattato SOLTANTO una foto, ma non provo nessuna ansia.
Ho preso confidenza con il gigantesco, puzzolente formicaio umano che è questa città.
Sì, Delhi è un formicaio dalle proporzioni impressionanti. Un formicaio umano rumoroso, sporco, nauseabondo, pulsante. Vivo. Estremamente vivo ed in continuo divenire.

Riuscirò mai un giorno ad amare questo enigma che si chiama Delhi?
Temo di  no. Mi chiede troppo.

 

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commenti
  1. Silvia ha detto:

    Io di Delhi ho avuto paura, moltissima paura… mi ha accolto così duramente la prima volta che sono sbarcata in India; l’opposto di Bombay, che invece è stata subito così gentile.
    Però anche Delhi alla fine sa regalare i suoi mille sorrisi, che non forse non la fanno amare ma almeno sopportare, e vedo che poi anche a te ne ha regalati…

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