In treno, verso Agra

Pubblicato: ottobre 13, 2010 in Viaggi
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Scompartimento in 3a classe Jaipur-Agra

 

SL WL/3 – Quattro lettere e un numero che sta scritto a penna blu sul mio biglietto ferroviario per Agra, Uttar Pradesh.
Sono il terzo in lista d’attesa – WL, waiting list – per un posto in classe SLEEPER, la terza, su sette (!)
La terza classe ha scompartimenti da 12 posti. Sei sotto, due sopra, un corridoio in mezzo, tre sotto e uno sopra dall’altra parte.
Non c’è aria condizionata e tre ventilatori arrugginiti per scomparto assicurano il ricircolo dell’aria. Le panche sono imbottite, non soffici, ma per lo meno imbottite.
I finestrini hanno tre barre di ferro orizzontali sull’esterno e se dovesse piovere, si può abbassare una paratia di ferro (!).
Mi siedo vicino al finestrino. Siamo ancora fermi in stazione.
C’è un grande andirivieni in terza classe. La gente si scambia continuamente di posto, ma alla fine non è poi così male.
Ad un tratto conto fino a 28 persone nel mio scomparto, 16 in più di quelle che dovrebbero esserci. Tutti parlano, discutono animatamente, ad alta voce. Tutti gesticolano, si toccano, si spostano. Sembra siano sempre sull’orlo di un litigio, ma in realtà capisco che questo è semplicemente il loro modo di conversare.
Ci fermiamo a Dausa, a Bandikul, a Bharatpur. E poi Agra.
In realtà ci fermiamo almeno quatto volte tra Dausa e Bandikul. Altrettante tra Bandikul e Bharatpur e non so nemmeno quante prima di arrivare alle porte di Agra.
Ad ogni fermata, la gente scende dal treno e si sgranchisce le gambe, fuma una sigaretta, un bidi, si compra un tè caldo, una samosa, una manciata di pakora, sgranocchia o piscia nei campi, dando le spalle al convoglio (!!)
“Tchai! Tchai! Tchai!” – urla ossessivo un venditore di tè sul marciapiede.
Il mio dirimpettaio gli compra un paio di tazze. Lo seguo con lo sguardo, lo vedo risalire e porgermene una.
“Ti ho comprato del tè.” – mi dice nel suo inglese e mi sorride.
Sono imbarazzato.
La corsa del treno riprende. A strappi. Si ferma in aperta campagna, senza nessun motivo apparente. Il treno rallenta, si ferma per qualche manciata di minuti, poi riprende la corsa verso Agra. Ed ecco un altro gruppetto di gente che scende a pisciare, poi risale al volo.
Dentro il mio scomparto si è venuta a creare una calca indescrivibile. Da un po’ di tempo è montata una conversazione che sembra appassionarli oltre modo.
Si agitano, si contorcono. Ognuno cerca di sopraffare verbalmente l’altro come può, con la voce, con il tono, con il volume, con i gesti. E’ una conversazione estremamente fisica.
Chiaramente non capisco.

 

Saddhu in viaggio verso Agra

 

Un giovane saddhu s’infervora, urla sopra gli altri, ha la voce acuta. Si agita, si agita. Pesca oggetti dalla sua sacco color zafferano. Li mostra. Ne pesca uno dietro l’altro altro, un libretto, una collanina di plastica, una statuina di vetro. Poi tira fuori delle cartoline illustrate. Pare indemoniato. Urla, la sua voce prova a coprire quella degli altri.
Non capisco. Sono curioso, vorrei tanto capire, vorrei tanto entrare nella conversazione. E invece sto qui, al margine, li osservo, osservo il saddhu agitarsi, gli altri ribattere, deriderlo, incalzarlo. Lo osservo battersi con parole che non comprendo. Osservo in silenzio.
“Stanno discutendo se abbia più valore nella vita di un uomo la madre, il maestro o dio.” – prova a spiegarmi il mio dirimpettaio, quello del tè.
Non una conversazione da poco, mi ripeto.
Nessuno arretra. Nessuno cede. Tutti contro tutti.
Va avanti da più di un’ora.
Ad un punto il saddhu prende a cantare, tira fuori un tamburello e batte il ritmo. Canta e gli altri cantano con lui.
Hare Ram, Hare Ram. Hare Krishna. Hare Ram. Tutti cantano (!).
Poi è finalmente Agra.

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commenti
  1. Michela ha detto:

    mi sono emozionata leggendo del dirimpettaio che ti compra una tazza di tè…che esperienza di viaggio incredibile, chissà che occhi profondi che avevano quelle persone….non ti è venuta un pò di curiosità di vedere come fosse la settima classe??? 😉

  2. bonbonscaramels ha detto:

    stai facendo il viaggio della mia vita. 🙂

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